mercoledì 1 giugno 2016

LE PORTE DEL VILLAGGIO

In uno scritto del 2012 dedicato all’esperienza del gruppo di poesia e realtà “La Gru” scrissi a proposito di Stefano Sanchini: «Ancor più decisamente ostile all’idea di una poesia come linguaggio riservato a una ristretta comunità di interesse specialistico è l’esperienza virulenta di Stefano Sanchini, autore la cui personalità poetica esonda con frequente violenza nel tentativo di invadere il territorio circostante.
Distinguere la scrittura di Sanchini dal suo timbro vocale o dalla sua presenza biografica nel mondo è impossibile per chiunque abbia avuto occasione di conoscerlo e ascoltarlo.
Il poeta laureato in filosofia e autista di autobus a Pesaro, dove vive in una sorta di comune rurale di sua proprietà assieme ad alcuni amici, è già negli anni divenuta una piccola leggenda territoriale a causa di questa sua sorta di incosciente e francescana, ebbra, invadenza con cui improvvisa recitativi di poesia e lezioni di estetica alle ore più improprie del giorno o della notte e nei confronti dei più improbabili auditori occasionali.
La poesia è per Sanchini un atto di amore e di guerra, sanguigno e indomabile, è il suo sangue alla testa, e in tale dimensione tragica (ed eroica, anche) egli ha piantato l’albero verdeggiante della propria esistenza.
La sua avventura di parola (e il suo destino, forse, lavorativo e esistenziale) ha inizio con un viaggio, e non è un caso che il suo primo libro di poesia, un bellissimo canzoniere lirico pubblicato per Fara nel 2008, abbia per titolo Interrail come il nome della tariffa che Trenitalia ha predisposto negli anni Novanta e Duemila per percorsi a basso costo verso le principali località europee.
Il viaggio in Europa che Sanchini ci tramanda è l’occasione di un incontro, corpo a corpo, con la terra di una vasta tradizione culturale (si pensi solo alla lirica dedicata a Francoforte, sede della nota Scuola filosofica neoumanista e marxiana) incisa e corrosa dai segni plumbei di una storia presente che scandisce immagini di guerra per via radiotelevisiva e consumismo dilagante per strade e piazze animate da popolazioni massificate e frantumate in solitudini separate e incomunicabili, impermeabili all’incontro.
La delusione di tale viaggio originario, che narrativamente si rivela nel rifiuto emblematico del poeta nei confronti dell’ipocrisia del gruppo a cui s’accompagna (“ma l’amicizia non è salutarsi”), è la presa d’atto di un arido vero globale e la rinuncia, quindi, a trovare in un “altrove” proiettato esternamente al proprio habitat residenziale una forma ideale di patria disattesa. Inizia per Sanchini, che nel frattempo ha trovato lavoro a Pesaro, la costruzione filosofica e rituale, religiosa, della propria “casa”, sopra le zolle imbevute di vino e di canto della campagna marchigiana.
Qui egli scrive forse il capitolo più importante della sua presente bibliografia, un monologo in versi dal titolo Via del Carnocchio, distribuito nel 2009 in fotocopie rilegate in occasione delle ripetute esecuzioni orali svolte per locali e case private e infine pubblicato nel 2010 per le edizioni Thauma dell’amico Serse Cardellini. La via del Carnocchio è l’antico nome della strada campestre in cui il poeta abita, tra Pesaro e Fano, trasfigurata nel poemetto in crocevia archetipico e pagano ove si incontrano, a tarda notte, le dee Inerzia, Bellezza, Fede e Morte, in dialogo con il Poeta sulla vita dell’uomo, la storia presente e il mistero dell’ignoto e dell’oltre-vita.
Una religiosità non astratta ma incarnata anche moralisticamente nella carne storica dell’autore che giudica e commenta il presente, bestemmiandolo o adorandolo come un amante ai piedi della propria amata, in lacrime. Ciò comporta, formalmente, la scelta stilistica del poema orale, vale cioè a dire di un drama finalizzato all’esecuzione, e il conseguente abbassamento del controllo metrico per una prosodia fondata sull’accentazione, sulla rigogliosa trama di assonanze interne e sulle soluzioni più irregolari di necessità oratoria (le pause, i silenzi, le variazioni di velocità).
È raro, io credo, partecipare a un reading di poesia al giorno d’oggi, in Italia, in cui dal pubblico si sollevino voci concordi o discordi con l’autore, che interrompe la lettura per tuffarsi in qualche animata discussione politica o di carattere biografico ed esistenziale per poi riprendere l’ordito poetico lì dove era stato interrotto: come se questa continua ingerenza della poesia nella realtà e della realtà nella rappresentazione scenica sia la vera e grande soluzione estetica che egli, oggi, ci propone e dona.».

Ci separano da queste parole quattro anni. Nel frattempo il poema della Via del Carnocchio si è sviluppato in trittico, componendosi di un capitolo centrale lirico, La casa del filo di paglia (Sigismundus, 2013; con una premessa di Gianni DʼElia), e di questo momento finale, Il villaggio, che lo conclude e illumina coralmente. Dalla terra alla casa, dunque; e dalla casa al villaggio. Da una solitudine pagana come conditio prima al sodalizio fraterno di un focolare; e ora al progetto, cui lʼautore ha votato i suoi ultimi anni, di una eco-comunità da istituire tra le stelle e le pietre della campagna marchigiana.
La poesia per Stefano Sanchini è un respiro esistenziale, un diario di bordo dellʼesperienza reale che si svolge cantando. Per questo non elementi di ricerca letteraria sono i suoi versi ma brandelli di esistenza meditabonda e febbrile. I resti di qualcosa, che non si pensano la cosa. Nietzsche parlava di “pensieri che camminano” contro i falsi pensieri del linguaggio. Se la scrittura è il velo, lʼoggetto è sotto. Ed è lʼoggetto nascosto che si rivela, non il velo che lo nasconde e protegge. Potremmo dirla infine così, forse, continuando la mai interrotta corrispondenza di pensiero poetico che ancora oggi lega fatalmente i poeti de “La Gru”: Non ci interessa nessuna estetica che non sia lʼeco di unʼavventura.
Il villaggio di Stefano Sanchini è dunque un canto che nasce da una porzione inedita di realtà esperita. Da questa posizione privilegiata, la terra in cui si compie un rito di passaggio, ardendo lʼepoca defunta nei falò notturni ai bordi del fiume e sotterrando un piccolo seme mistico per la società olistica di domani, il poeta non canta solamente ciò che accade, sebbene il libro sia intarsiato di parole e frasi realmente pronunciate dagli abitanti dellʼeco-villaggio. La poesia, a differenza della retorica, non si serve di parole ma serve le parole. Dunque la notte plana come un gufo indiano alla ricerca di visioni. E come sempre accade, dunque, la scenografia di un libro di vera poesia si compone di dati reali e di visioni fantastiche o misteriose, improvvisamente riemerse da chissà quale ignoto abisso psichico, in cui lo stesso io poetico, lʼautore, si sdoppia divenendo al contempo “guida” e “guidato” di un viaggio alla scoperta di un paesaggio armonico non solo esterno quanto, piuttosto, mistico e interiore.
Come nel viaggio nei quattro mondi alchemici dellʼEndimione di John Keats Stefano Sanchini si conferma come una delle ultime voci orfiche di cui il nostro ferito, addormentato, traumatizzato paese boschivo di fiumi e neve possa ancora dissetarsi. Perché un paese, la sua terra di pietre, ha lunga pazienza. Come la terra dei Navajo, onirica ed estesa, che ancora attende con la pazienza dei millenni il ritorno delle tribù native e delle loro canzoni. Così il nostro bosco italiano, abitato da tanta umanità rappresa e infelice in una nevrosi che fu borghese ed industriale ed oggi non è più neppure ciò che un tempo fu, ma solo il rantolo cieco di una vita impazzita sotto il crollo delle sue forme sociali precedenti. I vasti boschi attendono il ritorno dei poeti e dei mistici, dopo lʼepoca volgare dei letterati e dei cardinali.
Di tanto in tanto dunque, un monaco eretico e visionario, della famiglia dei Roberto Roversi o dei Jim Morrison, porta un poco di sollievo a questo cielo stellato come un lupo che ulula solitario sul monte e in quellʼululato egli dice al mondo che la vita è ancora in vita e che qualcuno sta ancora aspettando e che i grandi spiriti del Sud faranno ritorno.
Il viaggio è pieno di luce. Il primo verso già lo illumina: “fuoco”, “luce”. E tutto è quadro. E tutto è sogno. Un sogno più reale dellʼirreale realtà quotidiana. Un sogno in cui il lettore è già trasceso, deposte le maschere dei ruoli storici, in esistenza. Non più individuo socializzato ma corpo in vita. Egli riprende così il cammino, la “rotta”. Assieme a lui è il poeta, ma il poeta non è lʼautore Stefano Sanchini, poiché lʼautore è colui che sogna la voce e la trascrive. Vale cioè a dire che anche la voce poetica è una voce trascesa: “Non è vaga lʼipotesi / che lʼanima torni nei luoghi / in cui fu secoli prima / nella stessa sostanza e principio / ma nella forma che il tempo trasforma”. Questa voce sa più di quanto lʼautore conosca. Se ricongiungersi, nella sapienza degli antichi greci, era infatti lʼatto del “ricordare”, la voce di questo poema “ricorda”. E siamo noi, lettore ed autore assieme, a bere dalla fontana di Mnemosine prima di iniziarci a una comune avventura in cui chi guida è anche colui che segue, voce che rivela e primo ascolto di sé stessa, fratelli a seguire i passi di una rivelazione altra. Eccoci dunque qui. Perché “Il nostro sentire ci ha fatto incontrare”, di fronte alle porte del villaggio.

Davide Nota

da Stefano Sanchini, Il villaggio (Sigismundus, 2016)


martedì 26 aprile 2016

Gli orfani - Una recensione di Alfonso Sabba

Lettera dal letto – Il ritorno – Una chiesa – La quercia del fauno – Sibilla – Gli orfani – Dana – Lettera di Orfeo, sono i titoli dei racconti, ma forse sarebbe meglio definirli capitoli, di varia lunghezza, dello stesso percorso interiore dell’autore. Il personaggio si percepisce unico, declinato in varie sfaccettature. In questo work in progress, l’azione è assente, non c’è trama, che tuttavia risiede vivida (pindarica?) nei moti mentali in cui il protagonista è immerso. Saltano agli occhi per intensità, le lettere iniziali e finali - che ci conducono da un appena accennato antropologismo ad una matura mistica del profondo - e il racconto del titolo (somnium vs fictum). Tutto scorre per poeticità e subconscio, con belle invenzioni anche lessicali e sintatticamente pluridirezionali.
Pure se ben trattenuta la dimensione realistica, grazie ad opposta vocazione (che però talora sfocia in un troppo lieve fantasy), la prosa  che coraggiosamente sceglie il timbro poetico – pare appesantita qua e là dal rincorrersi di metafore, che non di rado creano un effetto apnea ed un insistente stato umbratile.
Potrebbe essere utile ricondurre il tutto a maggiore unitarietà e scrollare qualche ramo d’albero gravato all’inverosimile di frutta. Meglio si staglierebbero nel cielo notturno quei lampi di poesia ora oscurati dal cupo tuono che, avviluppando, un poco assorda il lettore.
Un autobiografismo mascherato (?) che nomina suoi tutori i grandi della prima metà del Novecento, massimamente d’oltre Manica, e non solo in dipendenza del flusso di coscienza.

(Alfonso Sabba)


Davide Nota, Gli orfani (Oèdipus, 2016)

mercoledì 20 gennaio 2016

GLI ORFANI (Racconti) di DAVIDE NOTA (Oèdipus, 2016)

Otto racconti di fantasia brucata dai tarli della vita sterminatrice, in una scrittura borderline, tra narrativa di genere e prosa lirica, compongono il ritratto di un inconscio generazionale che dal flusso onirico dei sogni e delle favole perdute smotta in visione oscena e degradata, per farsi infine vista meditabonda e febbrile sopra la realtà, in una inesausta ricerca di senso scandita dai continui dialoghi con presenze reali o immaginarie, tra i fantasmi di un passato mai esistito e multiformi alter-ego in cammino lungo le sponde del torrente Castellano, tra i palazzi cementizi del quartiere di Monticelli, ad Ascoli Piceno, o nel grande deserto della metropoli romana, alla ricerca di un lavoro, di un incontro destinato, di una manifestazione del sacro nella realtà contemporanea della grande crisi.

Davide Nota, Gli orfani (Racconti), Oèdipus, 2016

lunedì 28 settembre 2015

ERMES DALIV, "AMATEUR" (PERCORSO VIDEO-INSTALLATIVO A MACERATA)



ERMES DALIV
AMATEUR

Percorso video-installativo
presso CADA.1
Via Santa Maria della Porta 24 (MACERATA)

1 10 15 - 15 10 15

Inaugurazione giovedì 1 ottobre ore 18

La tentazione di esistere. Il sogno di un incontro. La memoria incomunicabile di un altrove mai esistito eppure chiaramente esistente. Impronte audiovisive in puro stile amatoriale rinvenute tra guardrail e falò, riti e schermi, rovi e pixel di una virtualità reale in cui la vita umana avviene come eterna scissione tra il performer e il voyeur.

L'INAPPAGABILE. APPUNTI A MARGINE DEI "FIORI DEL MARE" (1984-2014)

Il linguaggio alfabetico sovraesposto ha esaurito la sua incidenza. Ogni formato di divulgazione linguistica si neutralizza automaticamente (meccanicamente) nel rumore di fondo evolutosi dal brusio mediatico della televisione al flusso semantico virtuale del web. In questo accumulo bulimico di segni alfabetici e verbofonici una lingua del silenzio appare forse come lʼultima ipotesi di salvezza che ci è data.
Una lingua del silenzio. Non uno “stare in silenzio” ma un “adibire il vuoto”. Per abitarlo. Essere in in grado (nella grazia) di silenziare lʼabbaglio storico. Nel vuoto appare un oggetto e in questo rapporto tra spazio e visione la vita umana torna a significare.

Leggi l'intero brano sul nuovo libro di Gianni D'Elia: qui

venerdì 26 dicembre 2014

EBOOK: "LETTERA A UN GIOVANE POETA IN ITALIA (2010-2014)" DI DAVIDE NOTA



Lettera a un giovane poeta in Italia e alcuni scritti precedenti (2010-2014) è un ebook a firma di Davide Nota gratuitamente scaricabile in formato PDF, MOBI o ePUB dal portale di critica e ricerche letterarie “In realtà, la poesia”.

Uno sguardo sulla recente poesia in Italia con interventi a partire da: Beppe Mariano, Mariangela Guatteri, Bianca Madeccia, Marco Di Salvatore, Dina Basso, Raimondo Iemma, Manuel Micaletto, Emiliano Michelini, Antonio Bux, Julian Zhara, Irene Paganucci, Luigi Socci, Nadia Agustoni, Gilda Policastro, Renata Morresi, Fabio Orecchini, Claudio Orlandi (Pane), Lorenzo Mari, Roberto Roversi, Daniele De Angelis, Augusto Amabili, Stefano Sanchini, Loris Ferri, David Cronenberg.

Puoi scaricare l’ebook: QUI

venerdì 4 luglio 2014

FREE ON THREE - Provincia a tre ruote - MAURO CORINTI - èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno


Giovedì 10 luglio alle 18,30 presso lo Spazio NovaDea interno a èquilibri (Libreria Prosperi + AscoliEquosolidale) ad Ascoli Piceno, sarà presentato il libro fotografico FREE ON THREE – Provincia a tre ruote di Mauro Corinti edito da Around Gallery di Milano, un racconto per immagini della provincia italiana attraverso uno dei veicoli simbolo dell'industria: l’Ape Car Piaggio.
Coordinerà l'incontro insieme all’autore l'editore Milo Sciaky.

“...ho avuto modo di osservare la provincia italiana sotto vari aspetti e riflettere su quello che rappresenta per me. I segni che la identificano sono netti, l’atmosfera che circonda questi luoghi è piatta, ogni azione scorre via come un paesaggio rubato dal finestrino di un treno, dura un attimo, come il ronzio di un motore Ape fra le mura di un borgo antico...” (dalla nota di presentazione dell’autore).

“Questo, se vogliamo, è l’aspetto più romantico di una storia che ci racconta le sfumature più intime di quel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta che una volta veniva sancito nelle civiltà contadine da riti di passaggio codificati. Oggi questi sono scomparsi nella loro forma istituzionale, ma permangono in una dimensione trasfigurata attraverso quei mezzi di locomozione che non si limitano a regalare quella libertà negli spostamenti fisici che è facile intuire...” (dalla postfazione di Sandro Iovine)

Mauro Corinti nasce ad Ascoli Piceno nel 1980. Nel 2007 si diploma in reportage e fotogiornalismo presso la Scuola Romana di Fotografia. Dal 2008 lavora come fotografo professionista.
Attratto da tutti gli eventi che possono generare un cambiamento nelle persone o nel loro modo di vivere si identifica con i fenomeni culturali e l’impatto che questi hanno sugli spazi urbani o rurali.
Le sue opere rappresentano una testimonianza che cerca di proiettare, con una prospettiva sociale cosciente, l'essere umano nel suo contesto.

Around Gallery è una galleria che va in giro. Si muove. E’ itinerante. Una galleria “pop-up” che compare con la sua offerta artistica in un luogo, poi scompare per ricomparire in un posto diverso. Around Gallery sfrutta la difficoltà per una giovane iniziativa di emergere negli spazi comunemente considerati, cercandone altri disponibili in combinazioni e sinergie alternative e dinamiche con lo scopo di creare nuove opportunità per il lavoro di fotografi affermati o giovani emergenti. L’attività di Around Gallery è la fotografia a 360°: produce e organizza mostre, pubblica libri fotografici, propone Workshop nel campo delle arti visive e realizza documenti fotografici e video.


Titolo:  FREE ON THREE 
– Provincia a tre ruote
Autore: Mauro Corinti
Coordinatore: Milo Sciaky
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno 
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Data: giovedì 10 luglio ore 17.30
Info: 0736.259888
libreriaprosperi@hotmail.it

sabato 12 aprile 2014

SOVVERSI PERSONALI - HERNAN CHAVAR - èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno


Terzo appuntamento per SOVVERSI PERSONALI, ciclo di esposizioni personali nato dal progetto SOVVERSI – chiudi la bocca e guarda avviato lo scorso anno a Colonnella (TE) con la mostra collettiva pensata e realizzata dagli artisti Lorenzo Aceto, Paola Angelini, Lorenzo Bartolucci, Hernan Chavar, Luca De Angelis, Luca Farina e Giorgio Pignotti, e curata per la parte critica da Alessandra Morelli e Daniele De Angelis.

I tempi che siamo costretti ad affrontare hanno messo in crisi, tra le molte cose, anche la percezione di noi stessi, come singoli e come società, facendo venir meno la coesione tra le tessere della collettività (in senso culturale ed economico). Non è per questo possibile alcuna rivoluzione culturale o di movimento, almeno intesa nella storica accezione di rivolta. Oggi non si fanno più rivoluzioni, non sventoliamo più nessuna bandiera, perché non è più tempo di giocare. Forse però è possibile sovvertire questo assetto con un nuovo sguardo, capace di scorgere nell’atomizzazione del reale una propulsiva complessità di proposte e concetti, necessari alla resa dei molteplici aspetti dell’uomo e delle sue visioni.” (premessa del catalogo)

Dopo le espsozioni degli artisti Luca Farina e Giorgio Pignotti, sabato 19 aprile alle ore 18 presso lo Spazio NovaDea interno a èquilibri (Libreria Prosperi + AscoliEquoSolidale) sarà la volta delle visionarie e oniriche opere di Hernan Chavar.
La mostra sarà visitabile fino a sabato 10 maggio, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.

Hernàn Chavar è nato a Buenos Aires nel 1979 e arrivato in Italia nei primi anni ’80 attualmente vive e crea le sue opere a Porto Recanati, città di mare del maceratese. Ha frequentato l'Istituto Statale d'Arte specializzandosi in lavorazione dei metalli e si è laureato all'Accademia di belle Arti di Macerata con il massimo dei voti soltanto varcando l’ingresso di un percorso che fa già presagire quella che sarà la sua passione per l’incisione e le atmosfere oniriche del mondo animale. Non importa dove e come, non importa che sia una mostra o un festival, un happening o un locale, importa che ogni luogo o evento è un’opportunità, da Milano a Roma, Bari, Perugia, fino a Berlino e Amsterdam. Ha collaborato con lo Spazio MOHOC di Monteprandone (AP), la galleria Marconi di Cupra Marittima, il Laboratorio 41 di Macerata, la Galleria ARTCORE di Bari, la galleria LE MUSE GIOVANI di Adelfia (BA) la galleria ART&ARS di Galatina (LE).

Titolo: SOVVERSI PERSONALI
Artista: Hernan Chavar
Curatori: Alessandra Morelli, Daniele De Angelis
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: sabato 19 aprile ore 18.00
Periodo e orari: dal 19 aprile al 10 maggio
dal lunedì al sabato 9-13 / 16,30-20
Info: 0736.259888

giovedì 6 marzo 2014

SOVVERSI PERSONALI - GIORGIO PIGNOTTI - èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno


Secondo appuntamento per SOVVERSI PERSONALI, ciclo di esposizioni personali nato dal progetto SOVVERSI – chiudi la bocca e guarda avviato lo scorso anno a Colonnella (TE) con la mostra collettiva pensata e realizzata dagli artisti Lorenzo Aceto, Paola Angelini, Lorenzo Bartolucci, Hernan Chavar, Luca De Angelis, Luca Farina e Giorgio Pignotti, e curata per la parte critica da Alessandra Morelli e Daniele De Angelis.

I tempi che siamo costretti ad affrontare hanno messo in crisi, tra le molte cose, anche la percezione di noi stessi, come singoli e come società, facendo venir meno la coesione tra le tessere della collettività (in senso culturale ed economico). Non è per questo possibile alcuna rivoluzione culturale o di movimento, almeno intesa nella storica accezione di rivolta. Oggi non si fanno più rivoluzioni, non sventoliamo più nessuna bandiera, perché non è più tempo di giocare. Forse però è possibile sovvertire questo assetto con un nuovo sguardo, capace di scorgere nell’atomizzazione del reale una propulsiva complessità di proposte e concetti, necessari alla resa dei molteplici aspetti dell’uomo e delle sue visioni.” (premessa del catalogo)

Dopo la personale di febbraio dell'artista Luca Farina, sabato 15 marzo alle ore 18 presso lo Spazio NovaDea interno a èquilibri (Libreria Prosperi + AscoliEquoSolidale) verrà inaugurata la mostra del pittore ascolano Giorgio Pignotti. L’artista proporrà il suo ultimo ciclo di opere incentrato sul concetto di memoria come residuo che si fa strumento per la comprensione del proprio destino; lavori nati per accumulo di immagini quotidiane, nei quali la figura dipinta è catarsi, liberazione da sedimenti pittorici e iconografici.
La mostra sarà visitabile fino a sabato 5 aprile, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.


Giorgio Pignotti è nato ad Ascoli Piceno nel 1979, dove vive e lavora. 2014 LightRoom| Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza, Galleria Marconi, a cura di Dario Ciferri. 2013 Impressioni/expressioni, Macerata, a cura di Franko B, solo show; Untouchable Casa nostra, Galleria Mori+Stein, Londra, a cura di Franko B. 2012 Figurabile.01, L'ARCA contemporary art laboratory Teramo, a cura di Umberto Palestini; Imprimatur, Biennale d'arte contemporanea, San Martino dall'Argine (Mn) a cura di Tullio Casilli; L’Arte non è Cosa Nostra, Palazzo delle Esposizioni, Sala Nervi, Torino Biennale di Venezia, padiglione Italia, a cura di Vittorio Sgarbi. 2011 MCD’A Marche centro d’arte, San Benedetto del Tronto, a cura di Simonetta Angelini, Dario Ciferri, Cristina Petrelli; 54° Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia, Padiglione Accademie, Venezia. 2010 ContemporaryChristmas, ArtCore Gallery, Bari; Naturacultura, Galleria Marconi – Artekné, Matera, a cura di Cristina Petrelli, Simonetta Angelini, Dario Ciferri; Accesa! Palazzo Parissi, Monteprandone (AP) a cura di Alessandra Morelli. 2009 Christmas Tree: La definitiva mostra di Natale, Sponge Artecontemporanea, Pergola (PU) a cura di Dario Ciferri. 2008 Milledicuori, Villa Borromeo/Visconti Lainate (MI) a cura di Alessandra Morelli. 2007 Talenti di Marca, Mole Vanvitelliana (AN) a cura di Laura Safred e Antonio G.Benemia

Titolo: SOVVERSI PERSONALI
Artista: Giorgio Pignotti
Curatori: Alessandra Morelli, Daniele De Angelis
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: sabato 15 marzo ore 18.00
Periodo e orari: dal 15 marzo al 5 aprile
dal lunedì al sabato 9-13 / 16,30-20
Info: 0736.259888

mercoledì 26 febbraio 2014

MARIO RICHTER SU "IL NON POTERE (2002-2013)" DI DAVIDE NOTA

Il non potere di Davide Nota

Se dicessi che questo libro, Il non potere (2002-2013), è bello, non credo che con tale epiteto ne darei poi una valutazione sufficiente, e meno ancora esauriente. Sono infatti certo di trovarmi di fronte a un libro importante, necessario. Si attua nelle sue pagine una bellezza per così dire trascesa, che si risolve in altri inediti valori, probabilmente quelli che un tempo si attribuivano al sublime.
Avverto in ogni testo una forza aspra, risentita, dura, ma non priva di una segreta e quasi serena imperturbabilità o determinazione (o magari anche speranza). Penso proprio che una lettura attenta e disposta a seguire con fiducia ci conduca in zone inesplorate o, per restare ai francesi, in regioni già intraviste e in parte viste, sulla traccia di Baudelaire, almeno da Rimbaud e Lautréamont.
Naturalmente non cʼè nulla di imitativo, perché in tal caso sarebbe una catastrofe. Il percorso è diverso: nuovo, personale, moderno, nostro (per quanto ne so io). Spesso, leggendo, mi si è affacciato il ricordo del “drapeau noir” (segno insieme di disfatta e di lotta a oltranza) issato dallʼ“Angoisse”, provocata dallʼ“Espoir vaincu”, alla fine del magnifico quarto Spleen di Baudelaire.
Questi testi di inizio secolo non hanno mai il carattere della rassegnazione e lasciano scarso spazio al ripiegamento elegiaco (ciò è affermato dallo stesso tipo di scrittura). Disperati, sì, ma non rassegnati. Sto pensando soprattutto a “La carne”, alla suite de “Il fiore del fascismo universale” (specie III e IV), a “La rivolta”, a “Preghiera” e naturalmente al grande componimento conclusivo, “Il tarassaco” (che è tra lʼaltro la mia pianta prediletta: antica, umile e forte).
Ma sarebbe lʼintero libro da ricordare... Onesto, doloroso ed esaltante itinerario verso ciò che è vero e giusto.

Mario Richter


Mario Richter (1935), francesista, studioso di poesia moderna, professore già ordinario di Lingua e letteratura francese allʼUniversità di Padova. Ha curato le Opere complete di Rimbaud (Einaudi 1992). Tra i suoi libri: Apollinaire (il Mulino 1990); Viaggio nell'ignoto. Rimbaud e la ricerca del nuovo (Carocci 1993); Baudelaire, «Les Fleurs du Mal». Lecture intégrale (Slatkine 2001).

Davide Nota, Il non potere (2002-2013), Sigismundus Editrice, 2014

venerdì 31 gennaio 2014

SOVVERSI PERSONALI - LUCA FARINA - èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno



Prosegue ad Ascoli Piceno presso lo Spazio NovaDea il progetto di arte contemporanea SOVVERSI – chiudi la bocca e guarda avviato a Colonnella (TE) nel mese di dicembre 2013, con la mostra collettiva pensata e realizzata dagli artisti Lorenzo Aceto, Paola Angelini, Lorenzo Bartolucci, Hernan Chavar, Luca De Angelis, Luca Farina e Giorgio Pignotti, e curata per la parte critica da Alessandra Morelli e Daniele De Angelis.
SOVVERSI PERSONALI è un ciclo di esposizioni personali che completa l'esperienza iniziata lo scorso anno: uno dopo l'altro i sette artisti Sovversi condivideranno i più recenti esiti estetici delle proprie ricerche nello Spazio NovaDea interno a èquilibri (Libreria Prosperi + AscoliEquoSolidale).
Luca Farina, artista abruzzese, sarà il primo dei sette ad esporre sabato 8 febbraio alle ore 18, proponendo le sue ultime opere tra foto, disegno e pittura.
La mostra sarà visitabile fino a sabato 1 marzo, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.

I tempi che siamo costretti ad affrontare hanno messo in crisi, tra le molte cose, anche la percezione di noi stessi, come singoli e come società, facendo venir meno la coesione tra le tessere della collettività (in senso culturale ed economico). Non è per questo possibile alcuna rivoluzione culturale o di movimento, almeno intesa nella storica accezione di rivolta. Oggi non si fanno più rivoluzioni, non sventoliamo più nessuna bandiera, perché non è più tempo di giocare. Forse però è possibile sovvertire questo assetto con un nuovo sguardo, capace di scorgere nell’atomizzazione del reale una propulsiva complessità di proposte e concetti, necessari alla resa dei molteplici aspetti dell’uomo e delle sue visioni.” (premessa del catalogo)

Luca Farina (1982), frequenta l'Accademia di Belle Arti di L'Aquila specializzandosi in Beni Storico Artistici. 2011 Credere la Luce (MAS, Giulianova), con un'opera poi inserita nella collezione stabile del museo. 2012 XV Biennale d'Arte Sacra Contemporanea (Museo d'Arte Sacra Contemporanea Staurós); Sesta Triennale d'Arte Sacra Contemporanea di Lecce; Creati per Creare Premio Paolo VI; Gli artisti ed il Sacro a cinquant'anni dal Concilio Ecumenico Vaticano II; Amor Mundi – Racconto del Verbo Incarnato; Pala d'altare commissionata dal Duomo di Campli (TE). 2013 UT Bimestrale di fatti culturali, Stupore, copertina. Nello stesso anno collabora con l’artista Paolo Annibali alla realizzazione del portale monumentale in bronzo per il nuovo Santuario di San Gabriele

Titolo: SOVVERSI PERSONALI
Artista: Luca Farina
Curatori: Alessandra Morelli, Daniele De Angelis
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: sabato 8 febbraio ore 18.00
Periodo e orari: dall'8 febbraio al 1 marzo
dal lunedì al sabato 9-13 / 16,30-20
Info: 0736.259888

lunedì 20 gennaio 2014

IL NON POTERE - DAVIDE NOTA, èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno



Sabato 25 gennaio alle 18,00 lo Spazio NovaDea interno a èquilibri (Libreria Prosperi + Ascoli Equosolidale) ospiterà la presentazione del libro IL NON POTERE di Davide Nota, pubblicato dalla casa editrice Sigismundus di Ascoli Piceno.
Il volume raccoglie undici anni di lavoro poetico dell'autore, riunendo, riviste e corrette, tutte le sue precedenti pubblicazioni: Battesimo (2002-2004), Il non potere (2005-2007), La rimozione (2008-2011), I rovi (2011-2013) e Il tarassaco (2011-2013). Le copie in vendita, in limitata disponibilità, sono numerate e autografate.

La presentazione, alla quale parteciperà lo stesso poeta, sarà a cura del prof. Antonio D'Isidoro.

Ciò che resta della muta è la pellaccia tra i rovi. La poesia come scoria espulsa dalla polis mutante. Sotto il sole feroce del tardo capitalismo globale tradizione e pietà attendono entrambe di decomporsi. […] Non sono un poeta civile perché non ho avuto nessuna civiltà di riferimento. Non sono un poeta realista perché l’unica realtà che conosco è la solitudine. Sono il tentativo mancato di resistere al disumano (Per una poesia del margine, di D.N.)

Ma adesso pure noi si sa che si è
qualcosa, tra le cose: un accumulo
di prole in disavanzo,
che solo la bufera ci promette
sul tavolino bianco questa rosa.


Davide Nota è nato nel 1981 a Cassano d’Adda, in provincia di Milano, da padre lucano e madre marchigiana. Da sempre residente ad Ascoli Piceno ha studiato a Perugia, dove si è laureato nel 2007 in Lettere moderne. Dal 2008 vive tra le Marche e Roma. Ha svolto diversi lavori tra cui operaio in fabbrica, commesso librario, proiezionista per cinema, banconista alimentare e editore. Ha fatto parte del movimento “Calpestare l’oblio” (2008-2010) e della rivista di poesia e realtà “La Gru” (2005-2012). Dal 2013 cura il blog di poesia “Fonti coperte” sul sito de “L’Unità”. Il non potere (2002-2013) è il suo primo libro organico di poesia e raccoglie tutte le precedenti pubblicazioni.


Titolo: Il non potere
Autore: Davide Nota
Relatore: Prof. Antonio D'Isidoro
Luogo: Spazio NovaDea/èquilibri (Libreria Prosperi + AscoliEquoSolidale)
Largo Crivelli, 8 – Ascoli Piceno
Orario: 18,00
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Info: 0736 259888 - libreriaprosperi@hotmail.it

martedì 26 novembre 2013

LUNGA UN ANNO - FRANCESCO ACCATTOLI + CONCERTO ACUSTICO - GUIDO IANNI E LUCA GASPARI, èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno



Titolo: LUNGA UN ANNO
Poeta: Francesco Accattoli
Moderatore: Alessio Alessandrini
Musicisti: Guido Ianni, Luca Gaspari
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: venerdì 29 novembre ore 18.00
Info: 0736.259888

libreriaprosperi@hotmail.it

Doppio evento di poesia e musica venerdì 29 novembre 2013 alle ore 18.00 ad Ascoli Piceno presso èquilibri (AscoliEquoSolidale + Libreria Prosperi).
Si inizia con la presentazione-reading del libro LUNGA UN ANNO (Sigismundus, 2013) del poeta Francesco Accattoli, un libro d'arte in edizione limitata e numerata a mano dall’autore per cento copie su carta cotonata, con sei opere pittoriche dell'artista Linda Carrara. Introduce e dialoga con l'autore il poeta e docente ascolano Alessio Alessandrini.
A seguire il concerto acustico dei musicisti Guido Ianni e Luca Gaspari (Libra).

Lunga un anno è un libro preciso, compatto; un libro dove la composizione dei diciannove testi intende mostrare il senso di un’esperienza che segna un limite nel cammino della vita: la fine di un amore.
Ecco perché questo titolo, sebbene coincida esattamente con la cronologia di scrittura (da gennaio 2012 a dicembre 2012) e la denoti in tutta la sua tecnica referenzialità, allude ad una vastità semantica attraverso la quale l’espressione lunga un anno si sovrappone – come la parte che getti la propria ombra oscurando l’intero – a tutto l’arco di cui è costituita la nostra vita: essa è uno spazio chiuso, singolare e unitario, continua elaborazione di quella perdita fondativa. (dalla prefazione di Tommaso Di Dio)

Durante la serata sarà inoltre visitabile la mostra L'ETERNO VIANDANTE del fotografo Fabrizio De Fabiis. La mostra rimarrà aperta fino al 7 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.

Francesco Accattoli nasce ad Ancona nel 1977. Si laurea nel 2003 presso la Facoltà degli studi di Macerata in Lettere Classiche ad indirizzo archeologico. Nel 2002 esce per Stamperia dell’Arancio il suo primo libro di poesie e prose Come acqua che riposa. A nove anni di distanza dal precedente lavoro, nell’aprile del 2011 esce per FaraEditore la sua nuova raccolta di poesie dal titolo La neve nel bicchiere, con una prefazione di Renata Morresi e la copertina curata dalla pittrice Federica Amichetti. Attualmente vive e insegna nella Provincia di Ancona.

martedì 12 novembre 2013

L'ETERNO VIANDANTE - FABRIZIO DE FABIIS - èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno


Titolo: L'ETERNO VIANDANTE
Artista: Fabrizio De Fabiis
Curatore: Daniele De Angelis
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: sabato 16 novembre ore 18.00
Periodo e orari: dal 16 novembre al 7 dicembre
dal lunedì al sabato 9-13 / 16,30-20
Info: 0736.259888




Sabato 16 novembre 2013 alle ore 18.00 ad Ascoli Piceno presso èquilibri, che unisce l'associazione AscoliEquoSolidale e la Libreria Prosperi, verrà inaugurata la personale L'ETERNO VIANDANTE del fotografo Fabrizio De Fabiis, a cura di Daniele De Angelis. L’evento sarà anche occasione per presentare l’omonimo libro da cui sono tratte le foto esposte, che pochi mesi fa l’artista ha pubblicato per Sigismundus Editrice. Alla serata parteciperà l’autore.
La mostra rimarrà visitabile fino al 7 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.

Come appunti visivi, intuizioni istantanee, frammenti preziosi di ciò che fugge, le fotografie di Fabrizio De Fabiis si susseguono quali tracce di una narrazione multiforme […] Ne viene fuori un mondo contrastato, acido e quasi psichedelico, alle volte livido e inquietante, sempre, però, pervaso da un intenso lirismo; una costante che rielabora i ricercati disaccordi estetici in immagini unitarie, nelle quali il reale, espressionisticamente illuminato, svela ulteriori possibilità della materia. (dal testo critico di Daniele De Angelis)

Fabrizio De Fabiis nasce il 21 Ottobre 1981 ad Ascoli Piceno. Nel 2004 consegue la laurea triennale in fisica presso l'Università degli studi di Perugia e durante questo ultimo anno compie un viaggio in Spagna dove inizia a fotografare: decisivo sarà l'incontro con le fotografie e il pensiero di Henri Cartier-Bresson. Nel 2006 frequenta il primo anno del corso di fotografia all'Istituto superiore di fotografia di Roma e tornato ad Ascoli svolge lavori saltuari e stagionali continuando a coltivare la sua passione. Sono ormai alcuni anni che Fabrizio effettua diverse mostre collettive e personali quando il 26 Febbraio del 2008 un incidente stradale segna lo spartiacque della sua vita poiché rimane in coma per 18 giorni. Al suo risveglio Fabrizio inizia a scrivere poesie e a farle leggere a familiari ed amici. Segue dunque la pubblicazione, nel 2010, del libro Lo specchio nascosto del fotografo per la Edizioni della Meridiana e nel 2012 Studio d'artista, edito per Sigismundus Editrice nel 2012, che vede maturare al suo interno fotografia e poesia nell'ottica di una sintesi finale che le intenda come parti di un unico percorso. Il suo ultimo libro è L'eterno viandate (Sigismundus Editrice, 2013) .