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lunedì 28 settembre 2015

L'INAPPAGABILE. APPUNTI A MARGINE DEI "FIORI DEL MARE" (1984-2014)

Il linguaggio alfabetico sovraesposto ha esaurito la sua incidenza. Ogni formato di divulgazione linguistica si neutralizza automaticamente (meccanicamente) nel rumore di fondo evolutosi dal brusio mediatico della televisione al flusso semantico virtuale del web. In questo accumulo bulimico di segni alfabetici e verbofonici una lingua del silenzio appare forse come lʼultima ipotesi di salvezza che ci è data.
Una lingua del silenzio. Non uno “stare in silenzio” ma un “adibire il vuoto”. Per abitarlo. Essere in in grado (nella grazia) di silenziare lʼabbaglio storico. Nel vuoto appare un oggetto e in questo rapporto tra spazio e visione la vita umana torna a significare.

Leggi l'intero brano sul nuovo libro di Gianni D'Elia: qui

lunedì 20 gennaio 2014

IL NON POTERE - DAVIDE NOTA, èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno



Sabato 25 gennaio alle 18,00 lo Spazio NovaDea interno a èquilibri (Libreria Prosperi + Ascoli Equosolidale) ospiterà la presentazione del libro IL NON POTERE di Davide Nota, pubblicato dalla casa editrice Sigismundus di Ascoli Piceno.
Il volume raccoglie undici anni di lavoro poetico dell'autore, riunendo, riviste e corrette, tutte le sue precedenti pubblicazioni: Battesimo (2002-2004), Il non potere (2005-2007), La rimozione (2008-2011), I rovi (2011-2013) e Il tarassaco (2011-2013). Le copie in vendita, in limitata disponibilità, sono numerate e autografate.

La presentazione, alla quale parteciperà lo stesso poeta, sarà a cura del prof. Antonio D'Isidoro.

Ciò che resta della muta è la pellaccia tra i rovi. La poesia come scoria espulsa dalla polis mutante. Sotto il sole feroce del tardo capitalismo globale tradizione e pietà attendono entrambe di decomporsi. […] Non sono un poeta civile perché non ho avuto nessuna civiltà di riferimento. Non sono un poeta realista perché l’unica realtà che conosco è la solitudine. Sono il tentativo mancato di resistere al disumano (Per una poesia del margine, di D.N.)

Ma adesso pure noi si sa che si è
qualcosa, tra le cose: un accumulo
di prole in disavanzo,
che solo la bufera ci promette
sul tavolino bianco questa rosa.


Davide Nota è nato nel 1981 a Cassano d’Adda, in provincia di Milano, da padre lucano e madre marchigiana. Da sempre residente ad Ascoli Piceno ha studiato a Perugia, dove si è laureato nel 2007 in Lettere moderne. Dal 2008 vive tra le Marche e Roma. Ha svolto diversi lavori tra cui operaio in fabbrica, commesso librario, proiezionista per cinema, banconista alimentare e editore. Ha fatto parte del movimento “Calpestare l’oblio” (2008-2010) e della rivista di poesia e realtà “La Gru” (2005-2012). Dal 2013 cura il blog di poesia “Fonti coperte” sul sito de “L’Unità”. Il non potere (2002-2013) è il suo primo libro organico di poesia e raccoglie tutte le precedenti pubblicazioni.


Titolo: Il non potere
Autore: Davide Nota
Relatore: Prof. Antonio D'Isidoro
Luogo: Spazio NovaDea/èquilibri (Libreria Prosperi + AscoliEquoSolidale)
Largo Crivelli, 8 – Ascoli Piceno
Orario: 18,00
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Info: 0736 259888 - libreriaprosperi@hotmail.it

martedì 26 novembre 2013

LUNGA UN ANNO - FRANCESCO ACCATTOLI + CONCERTO ACUSTICO - GUIDO IANNI E LUCA GASPARI, èquilibri / Spazio NovaDea, Ascoli Piceno



Titolo: LUNGA UN ANNO
Poeta: Francesco Accattoli
Moderatore: Alessio Alessandrini
Musicisti: Guido Ianni, Luca Gaspari
Luogo: èquilibri – Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: venerdì 29 novembre ore 18.00
Info: 0736.259888

libreriaprosperi@hotmail.it

Doppio evento di poesia e musica venerdì 29 novembre 2013 alle ore 18.00 ad Ascoli Piceno presso èquilibri (AscoliEquoSolidale + Libreria Prosperi).
Si inizia con la presentazione-reading del libro LUNGA UN ANNO (Sigismundus, 2013) del poeta Francesco Accattoli, un libro d'arte in edizione limitata e numerata a mano dall’autore per cento copie su carta cotonata, con sei opere pittoriche dell'artista Linda Carrara. Introduce e dialoga con l'autore il poeta e docente ascolano Alessio Alessandrini.
A seguire il concerto acustico dei musicisti Guido Ianni e Luca Gaspari (Libra).

Lunga un anno è un libro preciso, compatto; un libro dove la composizione dei diciannove testi intende mostrare il senso di un’esperienza che segna un limite nel cammino della vita: la fine di un amore.
Ecco perché questo titolo, sebbene coincida esattamente con la cronologia di scrittura (da gennaio 2012 a dicembre 2012) e la denoti in tutta la sua tecnica referenzialità, allude ad una vastità semantica attraverso la quale l’espressione lunga un anno si sovrappone – come la parte che getti la propria ombra oscurando l’intero – a tutto l’arco di cui è costituita la nostra vita: essa è uno spazio chiuso, singolare e unitario, continua elaborazione di quella perdita fondativa. (dalla prefazione di Tommaso Di Dio)

Durante la serata sarà inoltre visitabile la mostra L'ETERNO VIANDANTE del fotografo Fabrizio De Fabiis. La mostra rimarrà aperta fino al 7 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16,30 alle 20.

Francesco Accattoli nasce ad Ancona nel 1977. Si laurea nel 2003 presso la Facoltà degli studi di Macerata in Lettere Classiche ad indirizzo archeologico. Nel 2002 esce per Stamperia dell’Arancio il suo primo libro di poesie e prose Come acqua che riposa. A nove anni di distanza dal precedente lavoro, nell’aprile del 2011 esce per FaraEditore la sua nuova raccolta di poesie dal titolo La neve nel bicchiere, con una prefazione di Renata Morresi e la copertina curata dalla pittrice Federica Amichetti. Attualmente vive e insegna nella Provincia di Ancona.

giovedì 16 maggio 2013

IL PANORAMA VERTICALE - AUGUSTO AMABILI - LIBRERIA PROSPERI/SPAZIO NOVADEA, ASCOLI PICENO



Titolo: Il panorama verticale
Autore: Augusto Amabili
Relatore: Daniele Capriotti
Luogo: Libreria Prosperi-Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno 
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea 
Inaugurazione: 25 maggio ore 18.00
Info: 0736.259888 – 329.1979667
libreriaprosperi@hotmail.it


Sabato 25 maggio 2013 alle ore 18.00, presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi di Ascoli Piceno, si svolgerà l'incontro con il poeta Augusto Amabili che presenterà, con un intenso e suggestivo reading, la sua ultima raccolta poetica IL PANORAMA VERTICALE, edita da pochi giorni per l'ascolana Sigismundus Editrice di Davide Nota, con una prefazione del poeta Raimondo Iemma. Introdurrà la serata Daniele Capriotti.

Quella di Amabili è soprattutto poesia religiosa, ma ciò non è da intendersi in senso strettamente confessionale. Al contrario, nell'idea di non voler redimere né consolare il mondo, quand'anche questo sia stravolto di rabbia, oppure ridotto a immagine frivola, allucinata […] Ancora, nell'umiltà di non dirsi buoni, accettati, a propria volta assolti. Una religiosità priva della vanità del distacco e dell'ascesa; indifferente alla tentazione di dover consolare. (dalla nota introduttiva di Raimondo Iemma)

L'odierno/ pregnante di disimpegno livella l'orrore/ delle persone che fingiamo di essere/ il coraggio/ lo confonde il depistaggio/ in balia dei capricci/ e dei naufragi teorici/ degli imbecilli/ - nello zoo dello slogan/ le pecore non belano fanno shopping/ e poi zapping./ Resettato a zero e ricostruito/ lo spazio sociale/ comunismo fascismo, e ideologie di consumo/ un universo/ obeso del tanto/ che non ha riempito./ I virus nell'humus votano stress/ e telenovelas. (Augusto Amabili)

Durante la serata sarà inoltre possibile visitare la personale BELLO COME UNA PIETRA IN FACCIA dell'artista An Degrida, in esposizione fino all'8 giugno (lun-ven 9-13 e 16,30-20 sab 9-13).

Augusto Amabili è nato nel 1976 a San Benedetto del Tronto. Da sempre risiede a Spinetoli, nella vallata del Tronto, dove lavora come operaio in una ditta calzaturiera, dipinge e scrive poesia. Suoi testi sono apparsi sulla rivista La Gru, nei blog La poesia e lo spirito e La dimora del tempo sospeso, oltre che all’interno del libro collettivo Calpestare l’oblio (www.lagru.org; Cattedrale, 2010). Nel 2008 ha pubblicato per Fara il suo primo libro di poesia, La convalescenza, con un’introduzione di Davide Nota. Nel 2011 ha dato alle stampe per Sigismundus Editrice La gettata del cielo, con una nota prefatoria di Danni Antonello. Il panorama verticale è la sua terza raccolta.

lunedì 17 dicembre 2012

ROM (UOMO) CONCERTO DI POESIA E CHITARRA ACUSTICA - LORIS FERRI e ALESSANDRO BUCCIOLETTI - SPAZIO NOVADEA/LIBRERIA PROSPERI, ASCOLI PICENO




Concerto: ROM (uomo)
Voce e testi: Loris Ferri
Chitarra acustica: Alessandro Buccioletti
Luogo: Libreria Prosperi-Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Giorno e ora: sabato 22 dicembre, ore 18.00
Info: 0736.259888 – 329.1979667


Sabato 22 dicembre alle ore 18.00 presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi di Ascoli Piceno concerto in poesia e chitarra acustica del libro ROM (uomo) poema di Loris Ferri edito da Sigismundus Editrice; alla voce l’autore Loris Ferri, alla chitarra Alessandro Buccioletti. ROM (uomo) è la terza pubblicazione, dopo Feudo Italia. Diario di un cervello in fuga di Luigi-Alberto Sanchi e Il filo e il cucchiaino libro d’arte composto a sei mani dal filosofo Alfonso Cariolato, dallo scrittore Giuseppe Signorin e dal fotografo Andrea De Stefani, pubblicato dall’Associazione Culturale La Gru nell’omonima collana gestita all’interno della Sigismundus Editrice. Ingresso libero.

Tredici capitoli come i tredici apostoli di Majakovskij: questo romanzo in versi si disloca temporalmente lungo tutta la vicenda irrisoria dei Radaik; verosimile e barocca, visionaria, agli occhi del lettore si presenta come un’epica laica, una presa di coscienza eretica fondata sulla psicotropia della memoria. Un ciclo chimerico balcanico degno di fede nella sua schiettezza. Tredici capitoli: le illusioni, gli orrori, le sconfitte, gli ideali, i soprusi, gli aneliti mortificati dalla società intera, e dall’indifferenza infernale nei confronti di un giovane uomo: ciò che in lingua romanì si direbbe Rom.( Milan Jodic, dalla nota introduttiva)

Loris Ferri (Fano, 1978) ha pubblicato i libri di poesie borderlinea (Thauma, 2008; con una prefazione di Gianni D’Elia) e Corrispondenze ai margini dell’Occidente (Effigie, 2011; con Stefano Sanchini e una postfazione di Roberto Roversi).Ha fatto parte del progetto “Calpestare l’oblio” (2009-2010) e della redazione della rivista di poesia e realtà “La Gru” (2005-2012).

All’interno del concerto sarà visitabile la mostra REVERSE una parte d’arte / a part of art dell’artista Vittorio Amadio a cura di Massimo Consorti.

martedì 27 marzo 2012

GENERAZIONI - ENRICO PIERGALLINI - SPAZIO NOVADEA/LIBRERIA PROSPERI, ASCOLI PICENO



Titolo: Generazioni
Autore: Enrico Piergallini
Relatore: Daniele De Angelis
Luogo: Libreria Prosperi-Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno

Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: 31 marzo ore 18.00
Info: 0736.259888329.1979667
libreriaprosperi@hotmail.it


Sabato 31 marzo 2012 alle ore 18.00, presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi di Ascoli Piceno, si svolgerà l'incontro con il poeta, Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Grottammare (AP) Enrico Piergallini, il quale dialogherà con Daniele De Angelis del suo nuovo libro Generazioni, uscito lo scorso anno per i tipi della casa editrice ascolana Sigismundus. Ad incorniciare la conversazione saranno le atmosfere meditative dell'esposizione Fragments dell'artista Mona Lisa Tina, inaugurata in collaborazione con Sponge Artecontemporanea il 17 marzo scorso e visitabile fino al 29 aprile.

Questi versi esprimono una visione del mondo assassinato e in decomposizione, conseguenza della malattia distruttrice dell'uomo: vittima egli stesso della propria miserevole onnipotenza, accanitasi nei secoli dei secoli, contro l'inerme bellezza degli esseri viventi e della natura. (dalla nota di Eugenio De Signoribus)

si gravita sul peso dell’orrore/ colato nei budelli della terra/ e dove non esiste il tempo smuore/ il gemito di tutte le galassie// ma le masse dei mondi sbriciolati/ si versano in un punto a mulinelli/ e nel gorgo ribollono le stelle/ a grappoli rinasce l’universo (Enrico Piergallini)

Enrico Piegallini (1975) vive a Grottammare, nelle Marche. Nel libro Generazioni ha raccolto i testi scritti tra il 1999 e il 2011, anticipati in parte nella plaquette Giacimenti (2006), sulle riviste Nuovi Argomenti, Atelier, Nazione Indiana, La Gru e nell'antologia Calpestare l'oblio (2010).

giovedì 2 giugno 2011

NEL DEMONE DEL FEMMINILE

Su Virus71 di C. Daino
[di Gianluca Pulsoni]

‹‹ Non sono in forma, non sono piena/ non sono più ti dico che ho smesso/ da tempo ti ho detto che ho smesso/ l’essere dove il corpo si trova/ ho smesso di abitare le mie ossa ››. Come una confessione privata e allo stesso tempo una sottile dichiarazione di poetica – ma in questo caso la poesia è davvero tutto – questi cinque fulminanti versi introducono al meglio, a nostro avviso, l’incontro che un lettore può fare con Chiara Daino e il suo libro Virus71 (Aìsara, Cagliari 2010, pp. 126, euro 10).

L’autrice in questione è una artista polimorfa – www.chiaradaino.it è il suo riferimento in rete dove trovare tutte le informazioni – capace di lavorare nella recitazione, nella musica, nella scrittura portando avanti un coraggioso e coltissimo discorso-lavoro sulla lingua italiana, in cui ricerca e gioco, necessità e invenzione, convivono con forte coesione.

In questo suo nuovo libro, ideale prosecuzione del precedente La Merca, continua la sua personale meditazione su due argomenti che dovrebbero essere sempre i “fondamentali” per ogni scrittore che si rispetti: il linguaggio e il proprio io.

Linguisticamente, Virus71 è un esercizio di “spaesamento”: qui il lirismo, benché espresso usando metriche e formule perfette e piene di perizia tecnica, viene continuamente mosso e “contagiato” da una grande varietà di tracce anti-poetiche: espressioni gergali, anatemi, manierismi, prestiti lessicali mutuati altrove, anacronismi nonsense, stilemi teatrali etc. Con inoltre un ritmo del dettato che rimane forsennato, tanto che si ha l’impressione che il libro piuttosto che scritto, sia anche se non soprattutto detto.

Ma questo lavoro sul linguaggio sarebbe nulla se non fosse centrale, nel libro, la “nudità” dell’io dell’autrice: corpo duro (“metallico”) ma umanamente fragilissimo, perché prezioso; coscienza che racconta e si racconta; voce che canta e si di-strugge, nei tormenti e nelle ferite, nel pensiero e nel sesso, nel rapporto col proprio inconscio e nel rapporto con l’altro, con l’uomo.

Virus71 si struttura infatti come un poemetto in cui la voce riporta al “presente”, come in un rituale, da un lato i propri compagni maschili di sesso e vita, dall’altro la propria intimità nella forma di una bambina saggia (‹‹ Dov’è quella bambina saggia, Key/ che giocò con la vita per tutti i Mille Anni,/ fronteggiando la neve minuta a petto nudo,/ bevendo, facendo segnali, senza curarsi di sé/ né del diaccio, non del desco, né del dolore? ››).

Da qui in poi inizierà un viaggio dentro i percorsi rievocati in cui diventa chiaro una specie di itinerario che l’io, preso dentro queste fitte trame, compie, ovvero un cammino verso uno stato di coscienza in cui tutto diventa progressivamente afferente alla corporeità, tutto possibile, tutto una promessa di liberazione; in balìa di quel sentimento già espresso dall’autrice di Cime Tempestose e teorizzato da Carmelo Bene per il suo teatro: il demone del femminile.

giovedì 5 maggio 2011

CRISTALLI - GINA DEZI - SPAZIO NOVADEA/LIBRERIA PROSPERI, ASCOLI PICENO


Titolo: Cristalli Autore: Gina Dezi
Relatore: Sara Brunetti
Voce narrante: Carla Capriotti
Luogo: Libreria Prosperi-Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: 7 maggio ore 18.00
Info: 0736.259888 – 329.1979667
libreriaprosperi@hotmail.it

Sabato 7 maggio 2011 alle ore 18.00, presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi di Ascoli Piceno, si svolgerà l'incontro con la poetessa Gina Dezi, la quale presenterà la raccolta di liriche Cristalli (Altromondo editore). Relatore della serata sarà Sara Brunetti, la voce narrante sarà di Carla Capriotti.

In Cristalli sono raccolte liriche sul periodo più complicato e meravilgioso della vita umana: l'adolescenza. Una guida, un monito per i ragazzi d'oggi, per affrontare al meglio le loro esperienze e il percorso verso l'età adulta, ricordando ad ognuno di loro che prima di essere genitore ogni persona è stata a sua volta un ragazzo alle prime armi, con le loro stesse paure ed insicurezze ma con la voglia di scoprire sè stessi.

Durante la serata sarà possibile visitare l'esposizione personale dell'artista Giovanni Gaggia, I need you, inaugurata sabato 2 aprile 2011 e in mostra fino al 3 giugno 2011, ospitata nei medesimi locali dello Spazio NovaDea.
Gina Dezi nasce nel 1961 ad Ascoli Piceno. Sin da piccola è stata attratta da ogni genere di lettura, soprattutto dalla poesia. In questa silloge ha trascritto in versi tutte le sensazioni e le problematiche tipiche dell'età adolescenziale con il duplice intento di avvicinare i giovani a questo genere letterario e far comprendere loro che un genitore, prima di essere tale è stato a sua volta figlio.

martedì 19 aprile 2011

LA GETTATA DEL CIELO - AUGUSTO AMABILI - SPAZIO NOVADEA/LIBRERIA PROSPERI, ASCOLI PICENO


Titolo: La gettata del cielo
Autore: Augusto Amabili
Relatore: Davide Nota
Musicista: Persian Pellican
Luogo: Libreria Prosperi-Spazio NovaDea
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: 22 aprile ore 18.00
Info: 0736.259888 – 329.1979667
libreriaprosperi@hotmail.it


Venerdi 22 aprile 2011 alle ore 18.00, presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi di Ascoli Piceno, si svolgerà l'incontro con il poeta Augusto Amabili, il quale metterà in scena un recitativo dal suo nuovo libro La gettata del cielo (Sigismundus Editrice). Introduce la serata lo scrittore ed editore Davide Nota.

La gettata del cielo, opera segnalata al prestigioso Premio di poesia Sandro Penna di Città della Pieve, introdotta dal poeta e critico d'arte Danni Antonello e già recensito sulle pagine di Alias/Il manifesto, Il corriere adriatico e La voce di Romagna, è un libro mistico e randagio, luminoso e materico, talvolta ruvido, che racconta con forza il magma visionario ed interiore di un giovane abitante della Vallata del Tronto.

Seguirà il reading un concerto acustico del raffinato cantante e chitarrista Persian Pellican (http://www.myspace.com/persianpelican). Durante la serata sarà possibile visitare l'esposizione personale dell'artista Giovanni Gaggia, I need you, inaugurata sabato 2 aprile 2011 e in mostra fino al 3 giugno 2011, ospitata nei medesimi locali dello Spazio NovaDea. Augusto Amabili è nato nel 1976 in provincia di Ascoli Piceno, dove lavora come operaio, dipinge e scrive. Personalità poliedrica ed inclassificabile della migliore scena poetica italiana, "La gettata del cielo" è il suo secondo libro di poesia.

giovedì 25 novembre 2010

COLLANA POETICA ITINERANTE - THAUMA EDIZIONI - SPAZIO NOVADEA/LIBRERIA PROSPERI, ASCOLI PICENO


Venerdi 3 dicembre 2010 alle ore 18.00, presso lo Spazio NovaDea della Libreria Prosperi di Ascoli Piceno, si terrà l'incontro con i poeti Serse Cardellini e Stefano Sanchini, ideatori e curatori della neonata Collana Poetica Itinerante della Thauma Edizioni di Pesaro. Tra gli scrittori coinvolti nella collana, oltre ai due ideatori, sarà presente anche il giovane poeta abruzzese Marco Di Salvatore. Il progetto è caratterizzato da due particolarità: la prima riguarda la scelta di abbinare ad ogni regione d'Italia un colore specifico di copertina; la seconda è l'originale distribuzione affidata ai singoli scrittori, i quali scelgono liberamente una libreria di riferimento, successivamente inserita nella lista Libreria Poetica presente nelle ultime pagine di ogni edizione. In tal modo si viene a creare una collaborazione attiva tra autori, curatori e editori, con lo scopo di far emergere nel nostro paese un nuovo concetto di editoria indipendente. Ad ottobre sono usciti i primi quattro libri della collana: dall’Abruzzo (Giallo ocra) Prime poesie di Marco Di Salvatore; dalla Liguria (Rosso) Metalli Commedia di Chiara Daino; dalle Marche (Viola) Il mio Orfeo di Serse Cardellini e Via del Carnocchio di Stefano Sanchini.

La collana poetica itinerante si realizza in modo atipico, si avvale infatti di un soprannumero di curatori: uno o più per ciascuna regione italiana, il cui compito è quello di individuare poeti emergenti presenti nel proprio territorio, con l’obbiettivo di coinvolgerli in tale progetto editoriale al fine di unire l’Italia poeticamente, attraverso un reale incontro fra scrittori. (dalla quarta di copertina della collana)

Durante la serata, oltre a letture poetiche e interventi, sarà possibile visitare l'esposizione personale dell'artista catanese Claudia Gambadoro, Inner drawings/Drawings inside, inaugurata sabato 13 novembre 2010 e in mostra fino al 15 gennaio 2011, ospitata nei medesimi locali dello Spazio NovaDea.

Titolo: Collana Poetica Itinerante
Relatori: Serse Cardellini, Stefano Sanchini
Poeti: Serse Cardellini, Stefano Sanchini, Marco Di Salvatore
Luogo: Libreria Prosperi-Spazio NovaDea,
Largo Crivelli, 8 – 63100 Ascoli Piceno
Coordinamento e comunicazione: Spazio NovaDea
Inaugurazione: 3 dicembre 2010 ore 18.00
Info: 0736.259888 – 329.1979667, libreriaprosperi@hotmail.it

domenica 18 ottobre 2009

LA GRU AD INNSBRUCK

Programm Wintersemester 2009/2010
Programma semestre invernale 2009/2010

Università di Innsbruck
Italien-Zentrum

http://italienzentrum.uibk.ac.at






martedì 16 giugno 2009

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sabato 18 aprile 2009

LA STORIA ANTICA DI LAURA ERBER


Accademia di Belle Arti di Brera Bayer per la Cultura

Associazione culturale Nuovo C.I.B.

presentano

Laura Erber

STORIA ANTICA



Nella Galleria Formentini, presso l’Associazione culturale Nuovo CIB (via Marco Formentini, 10 Milano), si inaugurerà il giorno



venerdì 17 aprile 2009 alle ore 19.00



la mostra dell’artista brasiliana Laura Erber dal titolo "Storia Antica". Realizzata con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Brera e col sostegno di Bayer per la Cultura, la mostra sarà aperta fino all’11 maggio (lun.-ven. 10.30 – 13.30, pomeriggi su appuntamento).



Laura Erber è un’artista multimediale, che lavora servendosi di diverse tecniche, dal video alla fotografia alla parola scritta al disegno. Il suo lavoro verte essenzialmente sul tentativo di rappresentare su un piano visuale le relazioni che intercorrono tra soggetto e linguaggio. Parola, immagine e corpo vengono messi strettamente in relazione dall’opera dell’artista brasiliana, che si muove nella stretta intercapedine tra il virtuale e il verbale, tra immaginazione e significato, tra azione e osservazione.



Laura Erber fa un uso molto particolare della parola scritta, un uso che pone la parola stessa completamente al di fiori di ogni prospettiva didattica. La parola esiste in forma spettrale, ricondotta a sé stessa e alla sua valenza propria e originale. Esiste in sé, non inserita in un sistema preesistente di significato. E’ anzi l’opera di Laura Erber a "restituire" un significato alla parola, ricontestualizzandola e, di conseguenza, rivitalizzandola, dandole per così dire una nuova esistenza a livello visivo e semantico.



La parola viene dunque trattata alla stessa stregua di un’immagine, ed è infatti proprio ad un’immagine che essa viene accostata nella video-installazione "Storia antica".



Con essa, Laura Erber ridà vita alla poesia di Alejandra Pizarnik (1936-1972), che si appunta sulla semantica della morte. La presenza della poesia nella video-installazione, ovvero in un’opera d’arte visiva, offre nuove possibilità di lettura e di significato. L’opera propone, attraverso una situazione plastica, l’allargamento dell’orizzonte del significato della scritura lugubre di Pizarnik.



L’installazione si pone dunque, tramite l’utilizzo di diverse tecniche ( video-proiezione, scrittura…) come una sorta di superamento dialettico. L’obiettivo di Laura Erber non è "rappresentare" la poesia, ma piuttosto offrire un’altra sperienza di lettura, rivelarla in una luce completamente nuova, sotto uno sguardo – quello del visitatore – che può essere coinvolto al massimo grado: egli può infatti anche sfogliare il quaderno-schermo, interagendo a tutti i livelli con l’opera, facendosi a sua volta attrarre e coinvolgere dal tremolante, ipnotico strato d’acqua sotto il quale guizzano il pesce agonizzante e le parole "spettrali" di Alejandra Pizarnik, così vicine e così lontane allo stesso tempo, stabili ed effimere, presenti ed eterne, tutte giocate sulla differenza – forse più sottile di quanto immaginiamo – tra la vita e la morte.

Nina Dias
Matteo Fontana

sabato 21 febbraio 2009

ARMELLE LUNAIRE



Nota introduttiva ad Armelle Dumoulin


Polmoni aperti, voce cristallina, sangue caldo. E poesia ispirata a dovere. Voilà Armelle. Una sorpresa, ma se vogliamo essere sinceri, una vera e propria autrice, tra musica, poesia e teatralità, su cui abbiamo il piacere di soffermarci, grazie alla segnalazione degli amici di Chorus, in queste brevi riflessioni, ma su cui presto si ritornerà a scrivere, con un respiro più ampio e articolato.

Armelle Dumoulin è una scrittrice e cantante francese, che vive e lavora a Parigi, attiva ormai dal 2000, quando a 22 anni arriva nella capitale transalpina e da lì in poi inizierà a pensare e pesare le sue idee teatrali fondando l’Incroyable Théâtre Verbal. Da qui in poi sarà sempre attrice, il suo primo coté.
O, se si vuole, il suo primo beat.

Inizia così le prime scritture e le prime apparizioni teatrali che si intensificheranno sempre più: scrive due testi, Où vas-tu (monologo) e La la la la la la la la; debutta come attrice in spettacoli per l’infanzia – Arthur le pêcheur de chaussures, con Christian Paccoud; in spettacoli su testi contemporanei – Des baleines sur la seine di Emmanuel Dupuis; regista teatrale per il festival di Langlade, che frequenta costantemente in qualità di artefice (2005) e altro, altro ancora.
E, viste le qualità, media di nome e rispetto come France Inter, France Culture e Radio Nova iniziano ad interessarsi alla sua “figura”.
Ma lo spiazzamento – lo si può intuire come il più classico dei coup de théâtre – è dietro l’angolo…

Pourquoi la brume? Pourquoi de la brume maintenant? “Parce que tu es trop laid à nos yeux”, répondirent-ils. Vous vous trompez depuis le début ! Moi, je n’avais rien demandé ! J’ai seulement trouvé la parade de l’assis! Et je ne suis pas laid, ça fait un bon moment que je surnage, je suis un bon chien, non, je suis meilleurs qu’un chien alors pourquoi de la brume manitenant, je vous le demande ! Et je ne suis pas laid, je ne suis pas là !



© Dide 2008

© Dide 2008


© Dide 2008

Dal 2004 in poi invece alcuni fondamentali incontri la portano a compiere una consequenziale virata verso l’arte dei suoni: Alexandre Leitao, fisarmonicista, col quale farà nel 2004 proprio un tour in cui musica e poesia saranno in alternanza costante, tra canzoni, frammenti, prose altri componimenti melodici; Antoine Sahler, tastierista, che si unisce al duo, nel 2007.
E col duo, con l’aggiunta di Joe Quitzke alla batteria, registra proprio un anno fa (febbraio 2008) “cinque pezzi facili” come demo del suo primo disco: Armelle Dumoulin et les plombiers du réel. E, attualmente, il completamento proprio di questo progetto, con la registrazione di altri brani.

Armelle dunque tra teatro e musica. E il tramite – si sa – è la parola. Giocata musicalmente, elasticamente, foneticamente, ritmicamente, melodicamente, poeticamente, sonoramente, bruscamente, sordamente… contro la linearità. Di dover portare un solo significato, un solo tema, un solo senso.

In questi brani succede come nel grande teatro di Velère Novarina: si trovano nascosti segni di sensibili di alterità… sotto sotto, forse, in un “divenire animale”…

Non tagliare e ritagliare tutto in pezzi intelligenti, in parti intellegibili – come vuole la solita dizione del francese d’oggi, dove il lavoro dell’attore consiste nel tagliare il testo come un salame, nel sottolineare alcune parole, caricandole d’intenzione, ripetendo insomma l’esercizio di segmentazione della parola che si impara a scuola: frase smembrata in soggetto-verbo-complemento oggetto. Dove il gioco consiste nel cercare il vocabolo importante, nel sottolineare un membro della frase per mostrarsi un buon allievo intelligente – allorché, allorché, allorché la parola forma semmai una specie di tubo d’aria, un condotto a sfinteri, un tubo di scappamento regolare, a spasmi, a valvole, a getti interrotti, a fuga, a pressione.
Dov’è il cuore di tutto questo? È il cuore che pompa, che fa circolare tutto?... Il cuore di tutto è in fondo al ventre, nei muscoli del ventre. Sono proprio i muscoli del ventre che, spingendo intestini o polmoni, ci aiutano a defecare o a potenziare la parola. Non bisogna fare i furbi, ma mettere ventre, denti, mascelle al lavoro[1].


Così la “scrittura vocale” diventa quel passaggio obbligato che avvicina i segni della lingua alla carne, all’ umano troppo umano che oggi è visto come alienazione, difformità, o alla peggio anacronismo, spavalderia.
Mentre è solo vita, desiderio di danza, di canto, di depensamento! La la la la la la la la!
Da Rossini in poi, la musica vive di questo unico grande amore.

In questa raccolta i brani, Tache de vin, Les graviers, La chambre, Et nous au beau milieu, Gésir dans l’herbe i vari arrangiamenti e il dialogo tra musica e parole produce sempre la stessa risonanza-refrain : c’è poco da fare, la voce di Armelle svetta. La musica è suo ornamento. Con varie timbriche – dal melodico e armonioso di Et nous au beau milieu al forsennato finale di La chambre – ma sempre con una stessa vibrazione, una intensità che resiste a tutti i funambolismi vocali e ritmici.
E questa vibrazione, se sonoramente è dolce, concettualmente è dura. Non fa sconti. È un vero e proprio imprinting.

La bellezza di questi brani è poi profonda: non solo stilisticamente, per la strutture rigide ma aperte dei brani, la qualità musicale del ritmo di ogni singolo brano, che straripa spesso di assonanze, ma anche per i temi. Perché qui si tocca la poesia, o almeno, la sua necessità. Perché l’intimismo dell’ io alla fine è solo “monade” tra “monadi”: l’io è attraversato da varie scosse elettriche, il surrealismo, l’erotismo, il realismo. Come nella lezione di Michaux.

J’ai cassé mon porte-voix/ Il fonctionnait contre moi/ Selon l’avis des élites/ Ma cervelle est illecite

Armelle Dumoulin, signori e signore, è una funambola e una maschera, un pierrot. Si sente, inconsciamente, intuitivamente, il suo desiderio di trasporre la grande teatralità altrove: nella musica, per esempio, pop o da chansonnier che dir si voglia, nella scrittura, nella voce.
E da l’impressione di essere una di quelle creature che vivono solo la notte, ma solo in particolari condizioni: solo se baciate dalla luce lunare, la luce d’altrove, esse appaiono.

Alors si vous croisez un humain bien/ Dites lui qui Je suis pas bien loin

Il carillion dei pensieri parte… la silhouette della cantante appare… l’eco di una petit musique

IL CORPO È UNA TROTTOLA CHE SALTA TRA I FILI

la luna fa capolino… la nostalgia si colora di magia… la luna, la luna riscalda… la scena s’accende… il corpo è una trottola che salta tra più fili… la scena t’accende… il corpo è una trottola il corpo è una trottola il corpo è una trottola.

QUADRO
LUCE

AZIONE!

Et nous au beau milieu

Gianluca Pulsoni


Info:

Per contatti, acquisti del cd-demo Armelle Dumoulin et les plombiers du réel, informazioni sulla sua produzione e attività concertistica e teatrale, rimando a http://armelledumoulin.free.fr/ e al suo spazio “myspace”, dove sono ascoltabili le tracce del demo.








[1] V. Novarina, All’attore, trad. di Gioia Costa, Pratiche editrice, Parma 1998, p. 8.




sabato 7 febbraio 2009

UN'OPERA PER VOCE: DOMENICO BRANCALE A FANO










QUESTA DEPOSIZIONE RISCHIARA LA TUA ASSENZA
installazione dell’opera per voce di Domenico Brancale

Malformato della voce Domenico Brancale
Sound design Alessandro Gulino


sabato 14 febbraio ore 18.30, perfomance ore 19.00
(nell’ambito della rassegna Ruf Richiamo)
Gasparelli Arte Contemporanea
Via Arco di Augusto 74 – Fano (PU)
Tel +39 340 4751641
info@gasparelli.com - www.gasparelli.com






7 croci di un camposanto lucano, i resti di ciò che fu piantato nel nome della nostra morte. 49 pietre del fiume Agri di questo e un altro fiume dove risuona l’acqua da millenni, scorre e ci vede scorrere, dove siamo rimasti, proprio qui nel solco di una voce, che nessun vento sparpaglia, e nessun vuoto riempie. Sempre una voce deposta sulla pietra. Sempre un silenzio piantato dentro questa croce


La voce è ferma. L’esperienza della poesia di Domenico Brancale sembra sempre vacillare invece di evolversi, si muove per barcollamenti, cadute, strappi e ferite. Ma la voce è ferma. Sempre. Lancinante e ferma. La sua voce non è una voce, ma è una ferita aperta. L’eco di un lamento tanto dignitoso quanto sostanzialmente indecente.
E ora, così cavernosa nel timbro e quindi vuota nella sostanza, risuonante, si confronta ancora di più con la carne dell’essere, l’esperienza della morte. Ma la morte intesa anche come linguaggio e opera. Perché quest’ “opera per voce” altro non è che l’ennesima prova di morte del poeta: come sempre, come è classico. E ora tutto il dettato si eclissa in un buco nero, una croce, simbolo oramai deposto dal suo ruolo di sole, dal suo contesto, l’ossario.
La voce evoca le immagini a sé: simbolo dell’assenza, decanta l’horror vacui, la sfiducia nell’uomo.
Un poeta che manca la sua voce fin dalla nascita chiede l’assoluzione e la condanna.

Catalogo in due fascicoli, uno dedicato al reportage dell’installazione e l’altro sulla poesia di Brancale con scritti di Vito Bonito, Jonny Costantino e Sandro Sproccati, a cura dell’editore CTL-presse di Amburgo con la collaborazione della Galleria Gasparelli Arte Contemporanea di Fano.

Domenico Brancale è nato in Lucania. Ha pubblicato Cani e porci (Ripostes, 2001); Canti affilati (Franco Masoero Edizioni d’arte, 2003) e Frantoi di luce (Mavida, 2006) con inchiostri di Hervé Bordas; L’ossario del sole (Passigli editori, 2007). Nel 2005 è apparsa una cartella di foto Brace (Prova d’Artista) con Giacinto Cerone, e un libro d’artista Viaggiare (CTL) con Clemens-Tobias Lange. È uno dei fondatori del libro-rivista di poesia e arte ’a camàsce (CTL).
Tra le performances si ricordano: John Giorno e Domenico Brancale (Galleria Bonomo, Bari, 2006); Krakorna in Vie teatrali del mutamento. Artaud, Bene, Grotowski con Antonio Attisani, Marco Dotti, Carlo Sini, Paolo Ferrari.(Isolacasteatro, Milano, 2006); Frantoi di luce nera con il regista Michele Schiavino (Vetrina del fare, Salerno 2006); Nessun sole sorge senza l’uomo - suoni per una voce a corda con i Fratelli Mancuso (Sant’Arcangelo, 2007); Cataletto per Aristakisyan con il regista Artur Aryistakisyan (Potenza, 2008).

martedì 27 gennaio 2009

VOCI (FUORI) DAL CHORUS





La letteratura è sempre qualcos’altro. È la linea d’ombra per eccellenza: secolarizzata, sclerotizzata, inviluppata nei meandri del senso, richiama tuttavia ad un suo fuori, ad un suo eccesso classicamente interno. Richiama nel suo voler essere dura e pura, innocente e cristallina, tutti i paradossi e le cesure della poesia, ovvero di quella categoria dell’esistente tanto aleatoria quanto divinatoria. Illuminante. Bruciante. Senza teorici e pratici orpelli.

Seguendo allora questa spinta si segnalano, dallo straordinario volume di lavoro della rivista Chorus, una costellazione, tre uscite trasversali, e tuttavia tangenti per molti aspetti al lavoro editoriale e culturale del progetto: Celia Misteriosa, in due variazioni e La convocazione.

Celia Misteriosa è un libro “segreto”, versi e incisi a firma di Federico Nicolao, diviso in due: una versione in lingua italiana, con i disegni di Laura Erber, scrittrice, film-maker e performer brasiliana (
http://lauraerber.googlepages.com/lauraerber) e una versione in francese con i disegni dell’artista Koo Jeong-A; e in ogni caso disegni sempre stupendi nella loro stilizzata reverîe d’infanzia, tra pietrisco, meduse e figure proto-marine le immagini delle Erber e in un mix di delicatezza del tatto e studio micro-figurativo le immagini di Koo Jeong-A.
Ma veniamo allora al vento di parole.
Laddove il verso si fa senso, tutto il resto è nulla. Il mare aperto, la marea, una nuova acqua. Così allora si plasma nelle parole la “celia” del titolo: un invito a mantenere vivo l’alone del mistero, il non detto, la velatura continua sulla luce, sulla materia, sui corpi, sui colori, sugli odori. Tutto, come se si parlasse ad un interlocutore immaginario, un “tu” intimo, rigorosamente poetico ma tanto da essere un anacronismo per il tono che assume, rispetto all’oggi: tanto da far supporre che questo vuoto quotidiano sarà ricamo solo in un avvenire dove si saprà godere delle proprie mancanze.

La convocazione è invece un libro a più firme: Federico Ferrari, Tomas Maia e Federico Nicolao. Un testo in originale apparso nel numero 15 della rivista Les cahiers intempestifs, (dicembre 2002), pubblicata a Saint-Etienne, disponibile sul sito
http://www.cahiers-intempestifs.com.
Come scrivono gli autori, questo testo nasce come una specie di eco a un articolo di Jean-Luc Nancy, inizialmente pubblicato dal quotidiano Libération dal titolo La voix qui a manqué: ma, come ancora sottolineano Ferrari, Maia e Nicolao, questo testo è solo una risposta provvisoria alla questione della “politica”: ‹‹permanendo la base di un progetto di libro che si concretizzerà nei prossimi anni››.
Ciò nonostante, è ora un libro: un atto, un augurio. O meglio, nietzschianamente, una volontà e una promessa. In uno stile e una scrittura squisitamente e classicamente, oramai, nella più piena tradizione della moderna stilistica filosofica, le voci che qui parlano si riuniscono nella medesima parola comune: convocazione. Convocazione come parola dell’avvenire della politica e della politica dell’avvenire.
Ma a loro la scena della pagina…

La “convocazione” è il nome risolutamente areligioso del politico. Poiché quel che nomina è il concatenarsi transitorio e transitivo della praxis politica: si convoca – ed è, per definizione stessa dell’atto di convocare, sempre in maniera imperativa – un’assemblea, un comitato, un consiglio, un gruppo per tal luogo e tale data. Ora il potere di quel che si convoca non deve sussistere al di là dello spazio-tempo che segnala il punto di convocazione. La democrazia è questo potere puntuale che si esercita e con lo stesso movimento si disfa. L’esercizio della democrazia è scandito dalla convocazione.

Per le informazioni sui libri in questione, e sul lavoro della rivista-laboratorio Chorus, una costellazione, ecco i due indirizzi web di riferimento:
www.chorusday.com e info@nicolao.org

Gianluca Pulsoni